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Crypt Of Silence - Beyond Shades (CD)

Crypt Of Silence - Beyond Shades (CD)

doom death, Solitude Productions, Solitude Productions
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Price in points: 600 points
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The first full-length album from a young Ukrainian band manifested itself previously by a number of gigs. From the first tones it becomes obvious that Crypt Of Silence follow the traditions of doom death metal, moreover, they are oriented to the classical work by Mourning Beloveth «The Sullen Sulcus» taking their inspiration from this masterpiece. Rejecting keyboards the musicians concentrate on solid rhythmic guitar riffs expressing the original raw and sullen power of doom death metal, with addition of guitar solos and clean guitar strings interludes to complete the impression from the music."Beyond Shades" will become a precious present for the fans of old school doom death metal.

Tracklist:
1 Walk With My Sorrow 12:08
2 Bleeding Her Eyes 11:21
3 The Wrath Song 11:35
4 End Of Imaginary Line 14:35

Artist:
Crypt Of Silence
Artist Country:
Ukraine
Album Year:
2014
Title:
Beyond Shades
Style:
doom death
Format:
CD
Type:
CD Album
Package:
Jewel Case
Label:
Solitude Productions
Cat No:
SP. 085-14
Release Year:
2014
Barcode:
4 627080 610538
Country Of Manufacture:
Russia
Review
Doom-Metal.com
5.5/10
25.07.2014

If you can’t get enough of My Dying Bride's comeback albums 'The Light at the End of the World' and 'The Dreadful Hours', or Mourning Beloveth's great album 'The Sullen Sulcus', then Ukraine's young Crypt Of Silence have got an album tailor-made for you. Here is a band unapologetically committed to their chosen template: guitars to the fore, everything else in support; no keyboards or strings. 'Beyond Shades', their debut album of four lengthy tracks, directs the listener’s attention single-mindedly to the quite lively dual guitar work, and rewardingly so. They interact and flow with a constant liquid energy, providing ample ear candy – but they prove to be the album’s only major asset.

Crypt Of Silence successfully evokes the ocean-waves-at-night imagery one often gets from more polished Solitude Productions bands (and that I get from 'The Light at the End of the World'). If I didn’t know otherwise, I might guess 'Beyond Shades', with its light and thin production, to be a demo for an album by When Nothing Remains, or similar. That similarity lends quick accessibility but also illuminates its main drawback: Crypt Of Silence come across as a minor league entrant on the Solitude roster. The album is fifty minutes of familiarity in two modes (standard Doom/Death, standard clean-guitar break). You've heard it before, which is forgivable given the context, but it needs more meaning. 'Beyond Shades' is clinically well-constructed, but is too flat compared to the genre's great works. For the patient, the band saves the best for last: closing track 'End of Imaginary Line' shows stronger songwriting and a sense of dynamic depth, boding well for Crypt Of Silence’s future.

For now, the major shortcoming is just how much 'Beyond Shades' sticks to the plan. Each track has its moments, but the absence of truly moving emotional peaks and valleys makes for merely competent Doom/Death whose purpose is unclear: the album doesn’t make a resounding declaration of itself. Not particularly swallowed by grief or bitterly apocalyptic, it’s a Doom/Death album without enough sense of doom.

Author: Mark Rzeszutek
Review
Aristocrazia
21.07.2014

"Beyond Shades": versione più breve e "user-friendly" del più complesso concetto "la sottilissima differenza che passa tra un disco semplice e piacevole e uno piatto e non incisivo". Se pochissimo tempo fa, proprio grazie alla Solitude Productions, mi soffermavo sul lato positivo di questa differenza parlando dei Restless Oblivion e del loro gothic-doom, con i Crypt Of Silence non posso che affrontare l'altro, più scosceso e ripido versante.

Death-doom di maniera, che non riesce mai ad andare un passo oltre il "carino, però..." per una molteplice serie di motivi: una produzione decisamente poco adatta a far risaltare gli strumenti, che paiono tutti monocorde, monocromatici, mono-qualsiasi-cosa-vi-venga-in-mente; un'incapacità di variazione che lascia scorrere quasi cinquanta minuti di disco lungo le stesse, medesime, inflessibili coordinate; ma anche e soprattutto la mancanza di pathos. "Beyond Shades" scorre, perché non può essere definito un disco "brutto", ma non riesce mai a convincere, a trovare quello spunto che, pur nei predefiniti canoni di un genere, permetta di godersi appieno l'ascolto e di apprezzare lo sforzo dei musicisti coinvolti. Nel caso della formazione di Ivano-Frankivsk, nell'Ucraina occidentale, purtroppo non si può fare a meno di constatare che i quattro brani che compongono quest'opera prima, alla fine, lasciano ben poco.

Le chitarre, in particolare, soffrono tremendamente, sono timide, passano inosservate, temono di mettersi in mostra e si riducono quindi a mero accompagnamento (tolto qualche sparuto assolo qua e là, pur senza mai cambiare velocità o approccio), privando un genere come il death-doom della propria fonte primaria di emozioni. Aggiungiamo a questo il fatto che la ben modulata e variegata voce del bassista Mikhael Graver è, come in ogni disco che si rispetti di questo specifico genere, utilizzata in maniera parca, e ciò che rimane sono lunghissimi minuti in cui... succede molto poco. Lo stesso riff macinato più e più e più volte, complice la produzione poco incisiva di cui sopra, porta presto a noia, anzi, a una più generica indifferenza nei confronti di ciò che succede all'interno del brano.

Insomma, è vero che il doom è lento e monolitico, tuttavia non basta andare piano per fare buona musica. Speriamo nel prossimo tentativo.

Author: Bosj
Review
The Pit of the Damned
7.5/10
28.06.2014

Lode decadente e gloria funerea alla Solitude Productions, al solito direi! Evviva chi sponsorizza e promuove (non sbagliando un colpo se mi permettete il commento) chi propone lavori d’esordio prima di tutto sentiti e pregni di emozioni, non importa quale sia il loro colore. E questo è il caso: gli ucraini Crypt of Silence imbastiscono quattro tracce per quasi 50 minuti di death doom che molto deve a maestri quali My Dying Bride, Esoteric ed in secondo piano Pantheist, ma aggiungerei anche un certo sentore gotico ammiccante ai primi Theatre of Tragedy. Qua non si scherza: un album freddo e pessimista, che canta di vuoto, di assenza di prospettive e desiderio (recondito) di un momento, anche uno solo, di speranza, trattata quasi come un’ombra, un abbaglio sfuggevole che ci perseguita solo per scherno, per beffarci e non farsi afferrare mai. Dal punto di vista musicale, ci si presenta alle orecchie un sound basato sui riffoni portanti delle due chitarre, ripetuti e riverberati, che rappresentano la spina dorsale di ogni pezzo, ben abbelliti da una sezione ritmica cadenzata che non contempla accelerazioni (dimenticatevi doppi pedali e quant’altro) e inserti di basso che spuntano come funghi. Il vocalist (che è pure il bassista) alterna un growl “genuino”e poco effettato (almeno così sembra alle orecchie di chi scrive), a validissime clean vocals. Nonostante la relativa semplicità dei pezzi, la noia non è di casa tra queste note. Da segnalare l’opening track ed il brano conclusivo, vera perla dell’intero album anche solo per la sua intro arpeggiata. Più volte si è detto e scritto che in questo genere è molto difficile inventare qualcosa, per sua stessa natura, pertanto spesso quello che si sente non è altro che una rivisitazione della “lezione principale”, girata e sfumata a sentimento di chi si lancia a comporre musica melanconica. Sarà anche così, ma ben venga aggiungere sfumature e toni di grigio alla tavolozza ostica e meravigliosa della musica del destino. Molto bene ragazzi.

Author: Filippo Zanotti
Review
Miasma
7/10
05.06.2014

Beyond Shades on ukrainalaisen, nelihenkisen Crypt of Silencen debyyttijulkaisu. Musiikillisesti yhtye maalailee doom- ja death metalin sävyjä käyttäen. Yhtyeen kappaleet karttavat siis vauhtia ja luovat tummaa ilmapiiriä rauhallisella, synkkien tunnelmien maalailulla. Yhtyeen ensimmäiseksi julkaisuksi levytys on mielestäni ihan mukiin menevää materiaalia.

Levyn vahvuus on sen viiltävät kitaramelodiat, jotka esimerkiksi kappaleessa Walk with My Sorrow saavat luotua oikein hienon tunnelman aikaiseksi. Valitettavasti koko levy ei ihan samalle tasolle yllä, mutta useita hyviä riffejä levyä pitkin poikin on kuitenkin ripoteltuna. Äänimaailman puolesta kaikki on kunnossa, sillä koko orkesteri kuulostaa oikein massiiviselta ja hyvältä. Vokalistin ärähtelevä lausunta toimi kappaleissa myös hyvin, vaikka vastapainona olisi voinut olla myös hieman toisenlaista laulamista jossain välissä, puhuttujen osien lisäksi siis.

Kaikki levyn neljästä kappaleesta pyörivät kestonsa puolesta yli yhdessätoista minuutissa, mikä yleensä väkisin johtaa siihen, että jotain ylimääräistä ilmaa siellä myös on. Näin on myös Beyond Shadesin tapauksessa ja välillä tuntuukin siltä, että yhtye on hukuttanut itsensä tuomiometallin merelle, eikä pääse rämpimään sieltä kuivalle maalle. Hieman enemmän tarttuvia melodioita ja viiltäviä riffejä ja turhat ilmat pois niin levy olisi voinut olla erinomainen.

Author: Aleksi Vaittinen
Review
Funeral Wedding
3/5

Às vezes fico pasmo de como pode surgir bandas com grande qualidade dos países que menos esperamos. Vindos da longínqua Ucrânia e agora também conturbada Ucrânia, este grupo está na ativa desde 2009 e somente agora lançaram seu primeiro álbum, Beyond Shades e posso adiantar que o resultado é muito agradável para quem gosta de Doom/Death Metal.

Composto por: Andriy Pabif (Bateria), Romam Kharandyuk (guitarra), Roman Komyati (guitarra) e Mikhael Graver (Vocai e Baixo) o grupo lança seu primeiro álbum pelo selo da Solitude Productions com o resultado bastante agradável, apostando forte no peso das guitarras e abrindo algumas brechas para alguns vocais limpos de Mikhael.

Possuindo apenas 4 longas faixas o álbum pode perder um pouco o impacto que devia causar pela metade da terceira faixa. Talvez o grupo pudesse apostar em dividir as faixas e diminuir o tempo de cada música aumentando o número de faixas, o que poderia aumentar a aceitação de outros ouvintes fora do gênero Doom Metal. Por outro lado você ouvinte compartilha da minha visão de que o trabalho deve ser admirado como a banda o lançou vai perceber na metade da terceira faixa, “The Wrath Song”, (que por obséquio é a melhor faixa do álbum) o álbum é um álbum para se escutar somente quando você puder dar muita atenção á ele e que merece mais do que três audições para que se possa tirar uma conclusão decente do trabalho que é apresentado pelos ucranianos.

Concluindo, escute este álbum com muita atenção, pois em suas quatro longas canções escondem-se muitos detalhes que podem lhe passar despercebidos, o que pode empobrecer a experiência da audição deste trabalho. Um honesto e digno trabalho que vale a algumas audições!
Review
Zwaremetalen
13.06.2014
8.1/10

Begonnen als studio-project Duskart (door enig overgebleven lid Mikhael Graver) besloot men in de loop der tijd de stijl te veranderen en als volwaardige band door het leven te gaan. Een goede beslissing want de debuut cd van deze band uit de Oekraïne mag er zijn.

Slechts vier nummers in 48 minuten. Moet er dan nog uitgelegd worden welke stijl er gebezigd wordt? Voor wie de hint niet snapt: de eerste drie cd's van Paradise Lost, en As The Flower Withers van My Dying Bride vermengd met Solitude Aeternus. Doom met een lange O dus.

De vier nummers slepen zich traag voort en weten zelfs de grootste ras-optimist te doen zoeken naar een eind touw of een spoorboekje van de NS, al naar gelang de gewenste manier van aan je einde komen. Aan de referenties mag al worden opgemaakt dat de muziek van Crypt Of Silence doorspekt is van de melodie en diepe, duistere edoch verstaanbare deathgrunt.

Aan de teksten is uitvoerig werk besteed. Zo gaat Bleeding My Eyes over de tegenslagen, pijn en martelingen van het dagelijkse leven. The Wrath Song gaat over de innerlijke strijd van een man die worstelt met leugens en het besef dat je niet thuishoort in deze wereld. Afsluiter End Of Imaginary Line behandelt de gevoelens van een persoon vlak voordat het lichaam sterft. Bepaald geen thema's die uitnodigen tot het inzetten van een polonaise.

Deze release komt professioneel over, artwork, productie en de composities zijn dik in orde. Ook de ex-bandleden worden uitvoerig bedankt in het cd-hoesje en dat siert de overgebleven bandleden. Wel jammer dat Crypt Of Silence tenenkrommend veel typefouten in de bio, te checken op hun Facebook pagina, weet te stoppen. Een kleine smet op het blazoen maar ook niet meer dan dat.

Author: Clemens Schaap
Review
Darkview
8.5/10
26.03.2014

Mourning Beloveth mag dan wel nooit dezelfde populariteit genoten hebben als haar genregenoten My Dying Bride of Anathema, dat wil niet zeggen dat ze niet overal in de wereld fans hebben zitten en een onuitwisebare stempel hebben gedrukt.

Neem bv het debuut van deze jonge Oekraïnse band, Crypt of Silence dat zeer sterk beïnvloed is door het Ietse gezelschap. De 4 composities zijn spaarzaam opgebouwd zonder afleidende franjes als violen, helmelse engelenzang of keyboards. Bij doomdeath draait het in de eerste plaats om riffs en vooral gevoelige , meewoedige leads.. ‘Beyond Shades’ scoort daar heel goed door met zich te richten op een handvol sterke ideeën en die aan de hand van subtiele verschuivingen uit te werken, eerder dan een gebrek aan inspiratie op te vullen met alle toeters en bellen die de stijl te bieden heeft. Net als de inhoud is ook de verpakking heel sober gehouden. Een mooie plaat, sober en sierlijk in haar eenvoud.

Author: Samoht
Review
Brutalism
4/5
27.05.2014

Nearly 50 minutes long with only four tracks means you are in for a long journey right? But will it be a bleak but pleasant journey or a mere traffic jam of re-hashed ideas? ‘Beyond Shades’ is this Ukraine bands first full length debut, this region and label are quite prolific within this doom death sub-genre, it may be the case that this fits more naturally with these surroundings, but from an outsiders point of view, it has to be entertaining and a little different, which I am happy to say it is so.

The guitars sound like a twin prong attack, they sound multi layered and result in a very strong sound. After a long wait, ‘Walk with My Sorrow’ begins to delve into a bittersweet reaction of emotion. You gain to depressive emptiness but you also gain a level of joy because the sound has purpose. The guitars do all the work no matter how long each track is. I expected to lose my train of thought on this release with tracks verging up to fourteen minutes long, but slap me sideways, for the fulfilling reasons I mentioned earlier, this has legs and this music has a soul.

This is not like the many other doom death releases from this label, to gain a level or trait of “epic” the guitars tend to sound multi-tracked and are very dense, I find this much more enjoyable than replacing this with keyboards, this is a major selling point here as I find keyboard pieces lose momentum and there are no keyboards here! This is one of the better more earthy doom death releases of recent times.

Author: Paul Maddison
Review
Pavillon 666
7/10
12.05.2014

Créée en 2009 par Mikhael Graver (voix, basse) et Igor Kran (guitare rythmique) comme un projet studio appelé au départ DUSKART, la formation prend forme sous le nom de CRYPT OF SILENCE avec quatre musiciens. Le résultat le voici, un premier album, intitulé « Beyond Shades » qui nous propose du doom/death venant d’Ukraine et enregistré pour le fameux label spécialiste de ce style noir, Solitude Productions. Pour tout ceux qui aiment les comparaisons avec d’autres groupes, il faut savoir qu’ici nous ne sommes pas dans le heavy-doom d’un monstre du genre, SOLITUDE AETERNUS, mais plutôt dans une veine doom/death qui serait un compromis entre les Britishes du MY DYING BRIDE des débuts et les Américains étiquetés post-rock AGALLOCH. Maintenant que vous y voyez plus clair, écoutez avec moi ces 50 minutes d’enregistrement pour seulement 4 titres bien longs. A titre d’exemple, la première piste « Walk With Sorrow » dure 12 minutes et il vous faudra attendre 5 bonnes minutes avant d’entendre une voix caverneuse, death en diable, qui viendra vous tirer de votre torpeur. Au menu de cette galette Ukrainienne, de la mélancolie, du désespoir, une descente inévitable dans la crypte mortuaire en quelque sorte. Vous serez « bercés » par les belles parties de guitare, notamment en acoustique, sur un tempo lent, presque drone à certains moments. De ce flot d’arpèges, surnageront des voix death bien sûr sortant du cimetière d’à côté, mais aussi des voix claires et des voix chuchotées. Belle performance donc des musiciens qui réussissent, sans trop de longueurs, à vous emmener dans leur délire funéraire, sombre et dépressif. Ici nous restons dans un registre délibérément old-school pour le pire ou le meilleur, sans prise de risque, ce qui donne une musique convenue dans le doom des débuts devenu death par la suite. Alors, que vous conseiller au bout de cette écoute, au bout du compte ? Rien de bien nouveau à l’horizon, ce doom/death se « mordant la queue » souvent dirons-nous. Mais une certaine qualité d’interprétation est à souligner ainsi qu’une musicalité convenable qui aurait pu être plus mise en avant par une meilleure production aussi, il fallait le dire. « Beyond Shades » est donc un bon premier album à défaut d’être excellent, mais vaut tout de même le détour, à vous d’en décider en l’écoutant.

Author: Black.Roger
Review
Gorgers Metall
14.03.2014

Crypt of Silence er en ukrainsk kvartett, som etter fem еrs eksistens gir ut sin debutt. 4 lеter, som alle passerer timinuttersmerket med god margin, gir knappe 50 minutter death/doom av helt kurrant kaliber. Lett dyster, smеtreig metall med growl, med uten sжrlige finesser, er noe jeg definitivt har hшrt bedre fшr. En mild utеlmodighet kommer snikende vel tidlig, og fristelsen til е hurtigspole litt er vanskelig е stе imot, men av prinsipielle еrsker holder jeg ut. Ikke direkte dеrlig, bare kjedelig. Grusomt kjedelig dersom man sammenligner med de beste i sjangeren.
Bedшm selv: Crypt of Silence - Beyond Shades.
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