Ea - Ea II (CD)

epic funeral doom, Solitude Productions, Solitude Productions
400.00 Р
Price in points: 800 points
SP. 026-09 x
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This brand-new work of the mysterious Ea continuous to suck the listener in a unique atmosphere, creating epic music based on Funeral Doom in a style of Shape Of Despair and Monolithe with noticeable classical influences. Acoustic parts, melodical solo’s and ambient pieces with increasing sounds of an organ are being used again. While collecting great reviews from the listeners and critics all over the world, the band is ready to invite new listeners, those who are ready to touch the mystery of faded times.

Tracklist:
1 Untitled 22:05
2 Untitled 25:21

Artist:
Ea
Album Year:
2009
Title:
Ea II
Style:
epic funeral doom
Format:
CD
Type:
CD Album
Package:
Jewel Case
Label:
Solitude Productions
Cat No:
SP. 026-09
Release Year:
2009
Country Of Manufacture:
Russia
Review
Metalitalia
7/10
13.03.2009

Probabilmente i più attenti di voi si ricorderanno degli Ea, band ben più che misteriosa della quale si conosce solo lo stato di provenienza, ovverosia gli Stati Uniti. Dopo un esordio decisamente buono che si muoveva su coordinate prettamente funeral doom, i nostri tornano sul mercato con questo seguito denominato semplicemente “II”. Diciamo subito che il nuovo lavoro ricalca perfettamente quanto già sentito sul debut: quindi largo spazio a partiture lente ed epicheggianti e ad arrangiamenti minimalisti che però fanno sì che si intraveda della luce in mezzo alle tenebre generate dalle chitarre e dalla voce da orco, peraltro utilizzata pochissimo. I brani che compongono “II” sono solo due, ma dalla durata monstre superiore ai venti minuti ciascuno. I pregi degli Ea sono sempre gli stessi e vengono messi in evidenza anche in questo caso. La magniloquenza di certi passaggi fa pensare ad una versione iper-rallentata di una colonna sonora da film epico; certi squarci pianistici poi sono davvero emozionanti e colpiscono dritti al cuore, grazie ad una capacità di mantenere alta la tensione lirica davvero fuori dal comune. Il funeral doom dei nostri colpisce proprio perché è lontano dai cliché che lo vogliono soffocante e angoscioso: la musica degli americani invece, pur essendo immersa nella tristezza e nella malinconia, esprime altre emozioni, più “ottimistiche” (passateci il termine), meno notturne ma più crepuscolari. L’unico difetto, peraltro non di poco conto, è la mancanza di varietà compositiva: gli Ea infatti sanno miscelare con maestria il funeral, la musica epica e darkeggiante e l’ambient, ma lo fanno sempre e comunque nello stesso modo, senza nessun tipo di variazione. Almeno questo è quello che è accaduto fino ad oggi contando tutte e cinque la canzoni partorite finora dalla band. Forse è prematuro preoccuparsi, dato che comunque la qualità delle composizioni è sempre elevata ed il genere musicale proposto non è particolarmente elastico, ma iniziare a mostrare la corda già al secondo album può essere un sintomo da non sottovalutare. Ai fini della recensione questo costa loro solo mezzo punto in meno, ma in futuro vorremmo vedere e sentire qualcosa di più.

Author: Luca Filisetti
Review
Heavy Impact
7.5/10
14.07.2009

Secondo album per questo oscuro progetto funeral doom statunitense, questa è l’unica e sola coordinata esistenziale, che ci concedono gli EA, già autori di Ea Taesse del 2006. II, è composto da due lunghissimi momenti fatti di pura ed arcana forza spirituale, una forza spirituale che disdegna ogni denotazione, tanto da non dar titolo alle composizioni presenti. La proposta della band è qualcosa che elude, volutamente, ogni rimando alla forma composita di quella che può essere definita musica. Ci si trova a dover affrontare due rimandi ad una concezione che vede la rappresentazione come qualcosa di molto vicino ad un puro ideale, e per questo indefinibile. L’album si fa strada attraverso il concetto di ripetizione, una ripetizione che diviene forma contemplativa atta a ripudiare volutamente ogni rimando alla fisicità e alla determinazione.



Due lunghi movimenti, ove prendono forma riffs grevi, funeree marce di percussioni, intense fughe pianistiche, arpeggi acustici, vocals buie ed effetti volti a ricreare il suono degli elementi (primi fra tutti, acqua e vento). Un lavoro, che esige una predisposizione acuta ed attenta da parte dell’ascoltatore, proprio in virtù di questo suo amorfismo sonoro. II è un disco per pochissimi, ma questi potrebbero essere in grado di cogliere il rimando ad altro da sé che è a fondamento di questo piccolo capolavoro di funeral doom sperimentale. Consigliato a chi ha una volontà atta a far propria, una continua sensazione di vertigine.

Author: Andrea Angelino
Review
Shapeless Zine
8/10
August 2009

Sono passati tre anni da quando gli Ea hanno pubblicato il loro primo album, "Ea Taesse" (la cui recensione и presente nei nostri archivi), ma l'alone di oscuritа che contraddistingue il gruppo da sempre, non si и affatto dipanato. Poche cose si sanno sugli Ea: sono americani, ed "Ea II" и il loro secondo lavoro. Si sa anche che i due dischi non sono stati preceduti da alcun demo. Per il resto, tutto и avvolto dal mistero. Si pensa che sia un gruppo, e non una one-man-band. Inoltre, gli Ea fanno parte da anni della grande famiglie della Solitude, un'etichetta il cui nome и garanzia di qualitа. E, in effetti, "Ea Taesse" si era dimostrato un gran disco. In tre tracce, gli americani avevano dato vita ad un universo fatto di malinconia e paesaggi notturni, capaci di toccare l'animo dell'ascoltatore.
Con "Ea II", il gruppo non и certo tornato sui suoi passi. Anzi, ha estremizzato in un certo senso la sua proposta. Nonostante i 48 minuti circa di durata del CD, il disco и suddiviso in sole due tracce, questa volta senza titolo. E, come al solito, nel libretto non c'и traccia dei testi. Anzi, и ripetuta la stessa affermazione giа stampata sul libretto precedente: "Ea и basato sui testi sacri delle antiche civitа. Questi testi sono stati scritti utilizzando la lingua morta ricreata sulla base dei risultati ottenuti dalle ricerche archeologiche. Ea sono le voci degli antichi che ci hanno raggiunto attraverso i secoli".
Queste parole evocative sono l'unica scritta che compaia in un artwork tra l'altro molto scuro, dove si intravedono appena delle forme azzurrine. Sembrano radiografie, anche se l'immagine di copertina и molto meno definibile. Come al solito, comunque, gli Ea non ci comunicano alcun dato: nи formazione, nи studi di registrazione, nи ringraziamenti. Niente di niente. Silenzi su silenzi.
La musica proposta dal gruppo, non si differenzia eccessivamente da quella presente nel disco precedente. Ci troviamo di fronte ad un funeral doom atmosferico, evocativo, e tremendamente dilatato. Non si tratta di un ascolto facile. Giа il funeral doom, in sи, и un genere ostico. In piщ, gli Ea non concedono all'ascoltatore alcun appiglio. La musica prosegue sempre per la sua strada, e dev'essere l'ascoltatore a cedere ed a lasciarsi trasportare. Non si puт pretendere che gli Ea vengano incontro ai nostri gusti ed alle nostre esigenze. La loro и una musica introspettiva, una colonna sonora per le nostre meditazioni. Ed и un ascolto che richiede impegno. Bisogna sentirsi in grado di affrontare questo lungo viaggio tra le note lunghissime ed i tanti silenzi. Le note vengono dilatate allo spasimo, cosм come il ritmo. Non esiste un vero e proprio dinamismo in questa musica, nonostante l'indubbia potenza, evidente soprattutto nelle bordate di chitarra. Le due composizioni presenti in "Ea II" sono piщ simili a composizioni ambient potenziate, dove a sequenze di note seguono altre sequenze, dove i suoni si stratificano, sommandosi l'uno dopo l'altro, e viceversa. La voce, un gutturale profondo, colora i vari passaggi. Ma che il linguaggio utilizzato sia una lingua morta o una lingua viva, questo и indifferente, perchи le parole sono francamente incomprensibili. La voce и semplicemente un altro orpello dell'arrangiamento, il vero punto di forza di questi americani. La scelta dei suoni, il vari strumenti che si inseriscono al momento giusto, le esplosioni di suono seguite dagli improvvisi silenzi, le note solitarie, l'organo maestoso e sacrale, le tastiere invadenti... tutti questi particolari, rendono la musica degli Ea veramente interessante. Perciт, occorre apprestarsi all'ascolto di questo CD con una mentalitа aperta, e con l'attenzione sveglia. Perchи sarebbe riduttivo ascoltare "Ea II" solo come sottofondo. La musica di questa band и davvero buona e piacevole, e puт evocare veramente sogni e visioni. Bisogna soltanto capirla, imparare a "sentirla" ed a "viverla".
Nella mia recensione del loro album precedente, avevo affermato quanto quello fosse un "disco da vivere". Ecco, la stessa cosa vale anche per questo "Ea II". Non и un passatempo, nи i 48 minuti del CD sono puro intrattenimento. Qua la musica richiede attenzione, richiede che l'ascoltatore si pieghi al suo volere. Bisogna essere pronti ad accoglierla. Ragion per cui, per la seconda volta, non posso che complimentarmi con questa band e con la Solitude. un disco difficile, ma che darа grandi soddisfazioni a chi riuscirа a seguirlo fino in fondo: al termine, imparerа ad amarlo.

Author: Hellvis
Review
Metalcrypt
4.5/5
14.07.2009

Another enigmatic work from this enigmatic band, who are so kvlt they don't even list pseudonyms for the unnamed band members. I thought their debut Ea Tasse was a masterful exercise in Funeral Doom magic, and this album picks right up where that one left off. Ea II contains two songs, which are so mysterious they don't even have titles. I mean, one would think having all lyrics written in a made-up language would be obscure enough, but no, Ea don't even name their songs.

Two tracks still means over 45 minutes of slow Doom crushing accented with powerful keyboard melodies and deep atmosphere. This is orchestral, heavy, and involving music that draws you inexorably into its moody and ancient landscape. Vocals are sparse and mixed very low, so mostly this is almost like an instrumental Doom album. The sound and quality are very close to the original album, so if you like Funeral Doom, then this is not a disc to pass up. Powerful, arcane, and upliftingly gloomy. The soundtrack to crumbling monuments and mist-shrouded ruins.

Author: Sargon the Terrible
Review
Metalrage..com
8.7/10
11.08.2009

Alright, personally I’m not a huge fan of the funeral doom, I prefer the one which stoners the hell out of me. Yet EA manage to create an atmosphere of which a lot of bands can only dream. Melancholic, dragging slow doom metal with many layers, divided over two twenty minute passing songs. The most dramatic melodies, the heaviest, depressing riffage, ancient goliath vocals, pain and despair all over. Yet somehow I also get this bit of misanthropic black metal feel, can’t really explain why, but if I were to picture this music in imagery I’d see woods, endless snowy woods. And mountains. A bit like the Striborg DVD, but in a good way.

I sort of like the way they manage to keep everything as anonymous as possible. There are no credits to be found whatsoever, no members, no studio, no mixer, just the label info. The songs don’t even have titles! A great concept with an extremely good music to accompany it. One of the darkest records I’ve heard, this one will probably end up in my player as winter comes again. Check it out if you hate life, yourself and everything around you. Or if you just like really good funeral doom metal. Evoke your worst moments in life with EA!

Author: DemonDust
Review
Metalglory
9/10
27.08.2009

Die amerikanischen Funeral Doomer Ea werden von Mythen und Mysterien umrankt. Zum einen findet man nirgendwo weitreichende Hinweise auf z.B. die Besetzung des Projektes, zum anderen sind die Texte laut Booklet in einer unbekannten, von Archäologen rekonstruierten toten Sprachen verfasst. Mehr Infos sind simpel Fehlanzeige. Fakt ist allerdings, das nach dem 2006 veröffentlichten Album ’Ea Taesse’ nun mit Ea II das nächste Album folgt. Das enthält diesmal lediglich Zwei Songs – simpel ’I’ & ’II’ betitelt - mit 47 Minuten Spielzeit. Die spartanisch anmutende Ea’sche Informationspolitik schlägt sich glücklicherweise nicht in der Musik nieder
.
Hier regiert absolut genial zelebrierter Funeral Doom! - Tiefdunkel schleppen sich Bass und Schlagzeug im Zeitlupentempo voran. Umwoben von Keyboardteppichen, Streichern und Kirchenorgel kreieren sie ein apokalyptisches Funeral Doom Monstrum, das gefühlt alles Positive in sich verschlingt. Dunkel und bedrohlich bricht Ea II über den Hörer herein, einzig die Lead-Gitarre mit ihren schönen Melodien und hellen Klangfarben versprüht Hoffnung auf einen Weg aus dieser Dunkelheit. Aber spätestens wenn sich die tiefen, beschwörend gegrowlten Vocals zur Musik gesellen, wird man von einer einzigartigen mythischen Dunkelsphäre umfangen die einen unweigerlich fesselt.
Die häufig im Funeral Doom anzutreffende Monotonie ist dabei aber glücklicherweise Fehlanzeige. Ea haben ein unglaublich gutes Gefühl dafür, ihre überlangen Kompositionen abwechslungsreich aber nie überladen zu gestalten. Das schaffen nur ganz wenige ihrer Genrekollegen in dieser Perfektion. Der sehr durchdachte Songaufbau mit dem beständigen Wechsel Bedächtiger Klangpassagen, wuchtigen Drum & Bass Passagen und sakralen Kirchenorgeln weiß einfach durchgängig zu überzeugen - Genial!
Auch die Produktion ist zweifelsfrei sehr gelungen und räumt allen Elementen genügend Platz ein. Somit ist Ea II unterm Strich ein genialer, emotionaler, intensiver Brocken Funeral Doom, wie ich ihn seit dem Ahab Debüt nicht mehr gehört habe wobei die Amis in puncto Klangtiefe und Breite eindeutig die Nase vorn haben.

Fazit: Jeder der mit Ahab und Konsorten warm werden kann, MUSS Ea II sein eigen nennen. Ea haben hier ein geniales Album von Sphärischem, intensivem Funeral Doom mit hohem Suchtfaktor abgeliefert!!!

Author: Blizzard
Review
The Metal Observer
9/10
21.08.2009

EA are the sort of dark and ever so Metal band that really take the kvlt factor and up it to about a hundred percent in their image. This is a band that are so mysterious they don't even have a proper website about themselves, we have no idea how many band members are involved in this simply gargantuan release, never mind what any of them would be called; even the band's name, cryptically christened EA, bears no real meaning, much like the album title and the tracks that it contains. So with all this, EA basically leave the music to do all (and I mean, all) the talking, and does it manage it?

You're damn right it does. Contained within “II” are forty-seven minutes of despairingly dark and emotional Funeral Doom Metal that never once lets off the atmosphere. It's a bleak, ancient feel that swallows you whole before you've even realised. Even though it's only two tracks (both being untitled and over twenty minutes long) the choking ambience that surrounds the album constantly engages the listener, and even through its quietest moments the music simply seeps into your subconsciousness, inexplicably drowning every good emotion into a backdrop of black. Without a doubt, EA is one of the best modern examples of truly atmospheric Doom Metal I've heard in a long time.

A variety of instruments including organs, piano's, synths, guitars -acoustic and electric- and deep guttural growling (which can hardly be called vocals as they are mixed so low and really just help pile on top of the atmosphere) are used to further increase the density of the already impenetrable atmosphere, building upon layers and layers of different sonic elements to portray a sense of dread and despair. Intense, almost melodic guitar leads often lead the way through several layers of ambience created by epic synths and beautiful keyboard lines, while other times it's all pure ambience as the percussion come to a stop, and nothing remains but the dull lull of the keyboards and synths (often permeated by the presence of a more sinister quality, such as the subdued sound of a heartbeat slowing to a stop, or the simple drip drop of water in the background, all adding to the cinematic quality of the music) before eventually erupting back into the stride of the full on Doom Metal.

For a release that doesn't really vary it's pace or dynamics all that much (at least not beyond the ambience – Doom Metal – ambience, formula) “II” is constantly engaging and feels surprisingly fresh throughout it's entire running time. It has a cinematic and bombastic feel despite being despairingly bleak and endlessly dark. For a band who seem to want to refuse acknowledgement for this release, EA have created a near masterpiece within Funeral Doom Metal. “II” is an album that simply drowns the listener in a ridiculously sombre and dense atmosphere, it's almost torture in it's bleakest form to listen to, but I wouldn't have it any other way.

Author: Raven
http://www.metal-observer.com/articles.php?lid=1&sid=1&id=16570
Review
My Last Chapter
9/10
01.08.2009

The second Ea album is upon us, the second output of doom metal based on ancient sacral texts of dead languages (of which no info is enclosed this time either). I most certainly enjoyed the Ea taesse, but where that album carried a slight drone-esque feeling Ea II travels to more epic landscapes. The ambient sections still haunt the sound, and as the opening track begins the ambience that is the intro keeps getting elements added to it, until it suddenly erupts into full on funeral doom. Ea cleverly uses this build up in instruments, where elements are constantly added; increasing power of the atmosphere, be it beautiful piano lines, a haunting organ section or just a guitar riff oozing of melancholy.
The slow pounding drumming accompanied by the heavy, angst-ridden riffage (which really contains all the elements that makes funeral doom so misanthropic) builds up a great saddened aura surrounding the music. You can sense the personal torment, of an individual on the edge of ending his/her miserable life, come through the music. And with the organ added it takes on an even more bombastic edge, and it feels almost like a twisted church mass. As the slowly growled, tortured vocals sets in the atmosphere is incredibly stark. This is right up there with the best of them; Worship, Mournful Congregation, Thergothon and whatnot. But Ea has some aspects that reminds me a bit of Shape of Despair as well, in particular the more melodic elements.
And just as you think you know their sound of heavy-as-hell funeral doom metal the song breaks down into sounds of dripping water and a subtle keyboard. It’s so incredibly haunting, and for a brief moment you can hear a heartbeat come through the ambience. And as the funeral doom comes back there’s an acoustic guitar lurking somewhere in the background, whereas incredibly melancholic guitar lines has firmly set itself in the foreground. It really is a masterful couple of tracks with such variation, so saddened and oppressing. I usually despise music with too much ambience, and grow bored with it. But what Ea does is slickly mix it in with the doom, so it’s never really pure ambient noise, but just a daunting aspect of the already nuanced funeral doom metal. I’d strongly recommend this to any fan of the genre as long as you don’t care about lyrics and members involved (the two tracks don’t even have titles).
Review
Cryptic Madness
6/6

L’entité qui se cache sous l’identité de Ea cultive le secret. De ses membres, on ne sait rien, tout juste nous est il permis d’apprendre que les paroles et le concept artistique/spirituel/esthétique qu’elles relaient sont l’expression occulte de l’héritage non moins obscur d’anciennes civilisations oubliées.
Etonnamment, Magiquement, ce substrat primitif se perçoit distinctement dans le Funeral Doom sombre et délicat que développe Ea.

Le groupe joue sur des gammes bien connues de l’amateur : les riffs titanesques s’abattent comme des masses, la réverbération grumeleuse étire les notes qui meurent lentement et se dissolvent dans un flot mélodique indistinct. Les growls sont caverneux, le clavier-orgue, religieux, mystique, tisse un voile soyeux. Mais il y a aussi des nœuds dans les fils légers, des suites de notes rapides, qui ponctuent la soie noire.
Puis, des chuchotements, le murmure d’un passé lointain, des effluves d’ailleurs ; échos de la mémoire universelle, trépidation impatiente. Ahanements de la basse, brise stellaire de la lead guitar, piano crépusculaire.

C’est une élégie cosmique qu’écrit Ea, son Funeral Doom est le produit d’un songwriting étonnant de précision, il est fait de passages rythmiques variés qui s’articulent harmonieusement. Il donne aussi a entendre des passages ambient saisissant de pertinence, autant de portes vers un univers mystérieux, primordial : ce sont des vrombissements sourds, de légères gouttes d’eau troublant le repos des eaux mortes d’un lac souterrain, puis des sonorités apaisées, de subtiles brumes spectrales qu’on imagine courant à la surface d’un fleuve d’Amérique Latine, au cœur de l’impénétrable forêt vierge. C’est la silhouette d’Aguirre dans le film de Werner Herzog qui me vient immanquablement en tête à ces moments : Aguirre sur son radeau à la dérive sur l’Amazone ; il est seul sur le frêle esquif et songe au destin, à la mort évidemment.

Ea retranscrit ces errances confuses, métaphysiques avec un talent de composition extraordinairement subtil, pointilleux. Sa musique est un frôlement presqu’amical ; au terme d’un passage au piano, des arpèges simples à la guitare acoustique ouvre un nouveau tableau, le tonnerre éclate et déverse des trombes de distorsion, la voix gronde ses imprécations inintelligibles, râle un sermon obscur. Et c’est délicieux. Un Sanctuaire intime. Ea délivre un Funeral Doom dynamique, délié, riche de mille détails qui échappe au piège de l’inertie dans lequel -parfois à dessein, parfois par faute de talent- tombent beaucoup de projets de ses pairs.

Ces chants du monde se développent avec grandeur et sérénité, l’orage précède l’accalmie, la colère cède à la méditation , les plages ambient renouvellent les accords tristes au piano, les fracas telluriques de la batterie étouffent les chœurs solennels.

2 longs morceaux, deux scènes grandioses, un album qui fait date.

Author: baphomet
Review
Brutalism
5/5
08.11.2009

One of the most obscure bands in Doom has to be Ea, not only are they extremely underground they keep it that way by not having a website that I can find anywhere. They even push the obscurity level up a notch by giving out no information on who is involved in the band and they don't even bother with song titles. The two tracks on this second album from the band are both untitled and if you think that is obscure then wait till you hear how bleak and depressing this Funeral doom is. The 47 minutes on this release contain some of the most desperate, torture, mournful and emotional doom ever produced. The music has a kind of depressing ambiance that draws the listener in for better or for worse, that part of it is clearly up to you and your taste in Doom Metal.The slow drumming accompanied by the heavy, angst-ridden riff-age builds up a great saddened aura surrounding the music. You can feel the personal torment, of an individual on the edge of ending his/her miserable life, come through the music. The organ sound added to the mix makes it even more bombastic, and it feels almost like a twisted church mass.The slowly growled, tortured vocals creates a atmosphere that is incredibly stark. This is right up there with the best of them; Worship, Mournful Congregation, Thergothon and other leaders in the Funeral Doom realm. Along with the organ there is piano's, synths, guitars -acoustic and electric all pushing the sadness level to a point where at times it can be too much to bear. Not a happy album at all, this is pure Funeral doom that is extreme for the emotional heights that the music reaches at times. Intense guitar lines build layer upon layer and add the ambiance created by epic synths and beautiful keyboard lines and you have a sound that is rich, full and with a total dramatic edge. There is other little touches that make the album even more dramatic like the sound of a heartbeat slowing to a stop, or the simple drip drop of water in the background, all adding to the cinematic quality of the music. The album may too ambient for some but there is also a lot of straight out bombastic raw heaviness to create a balance but it also has its fair share of annoying moments like the pointless piano-hitting around the twelfth minute of the first track is definitely irritating. This is a heavy duty Funeral Doom album that is no easy listening experience but one that I instantly hooked onto. I listen to the album 6 times the first day I got it because it has that quality that can be listened to in the background or cranked up for maximum sonic affect. Solitude Productions is the site to go to if you want to find out more about this band but good luck, I haven't found a website, not even another review to find info on band members and so on. Obscure yes but a potential classic Funeral Doom album, only time will tell if they get the publicity they deserve.

Author: ed
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