Lachrimatory - Transient (CD)

atmospheric funeral doom, Solitude Productions, Solitude Productions
400.00 Р
Цена в баллах: 800 баллов
SP. 090-14 x
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К 15-тилетию бразильской группы Solitude Productions издаёт официально единственный на данный момент полноформатный альбом группы. Напечатанный в 2011 году силами группы на CD-R, тираж «Transient» быстро разошёлся, получив массу положительных и восторженных отзывов, и был труднодоступен к настоящему моменту. Теперь, этот шедевр доступен для всех любителей тяжёлой музыки в виде полноценного CD с заводской печатью и качественной полиграфией, в точности повторяющей оформление первого издания, выполненного группой. Потрясающей по своей красоте мелодичный doom death metal, с глубокой сумрачной атмосферой, объёмным звучанием клавиш и гитар, партиями живой виолончели, делают этот альбом уникальным и обязательным к прослушиванию и приобретению в коллекцию!

Треклист:
1 Seclusion
2 Lachrimatory
3 Twilight
4 Clarity
5 Deluge
6 Void

Артист:
Lachrimatory
Страна артиста:
Brazil
Год альбома:
2011
Название:
Transient
Стиль:
atmospheric funeral doom
Формат:
Compact Disk
Тип:
CD
Упаковка:
Jewel Case
Лейбл:
Solitude Productions
Кат. номер:
SP. 090-14
Год издания:
2014
Штрих-код:
4627080610422
Страна-производитель:
Russia
Review
Iye Zine
7.7/10
12.01.2015

Transient è l’album d’esordio della band brasiliana Lachrimatory, pubblicato come autoproduzione nel 2011 e riedito quest’anno dalla sempre attenta label russa Solitude Productions.

Non sempre le riedizioni di album usciti diversi anni prima si rivelano operazioni necessarie o comunque stuzzicanti ma, in questo caso, basta ascoltare i primi due-tre brani del lavoro composto dal gruppo di Curitiba per renderci conto che un simile gioiellino merita d’essere riproposto, visto che ai più (compreso il sottoscritto) probabilmente all’epoca della sua prima pubblicazione era sfuggito.
Transient offre oltre un’ora di funeral-death doom di grande qualità, con una produzione magari perfettibile ma tutto sommato accettabile e, soprattutto, ricco di grande pathos: i Lachrimatory, del resto, non sono dei neofiti del genere, infatti i loro primi passi risalgono addirittura al 1999, ma prima di dare alle stampe un full-length hanno voluto a tutti i costi avere per le mani del materiale all’altezza, riuscendo senz’altro in questo intento.
Peraltro, pur facendo propri gli insegnamenti delle band più note in tale ambito, alla fine il sound dei brasiliani non appare neppure particolarmente derivativo, finendo per non assomigliare a qualcuno in particolare; l’uso del violoncello, che sovente va a sostituire la chitarra nelle parti soliste (vedi lo splendido finale di Void), offre una connotazione particolare alle composizioni, che durano mediamente una decina di minuti e che vivono su atmosfere malinconiche, nelle quali la parte del leone la fa indubbiamente Ávila Schultz, vocalist e tastierista.
Transient ha forse il solo difetto d’essere un po’ sbilanciato a livello di scaletta, per cui i primi tre brani Seclusion, Lachrimatory e Twilight, appaiono molto più efficaci ed evocativi rispetto alle successive Clarity e Deluge, mentre Void, come detto, vede i suoi momenti miglior nella parte conclusiva.
L’impressione (e auspicio) è che questa band, ottenuta una certa visibilità grazie alla riedizione di questo ottimo album, possa trovare il giusto impulso per proporre nel prossimo futuro qualcosa di ancor più convincente.

Author: Stefano Cavanna
Review
Necromance
7/10

Realmente esta edición que voy a comentar es la reedición en Europa del tercer trabajo de LACHRIMATORY, oriundos de Brasil y ya con la experiencia de haber lanzado sus anteriores demos “Sanity to Decrease” (2002) y “Anamnesic Voices Phenomena” (2006), ambas demos totalmente desconocidísimos para mí, al igual que un actual “Transient” cuya primera edición se lanzó en 2011 y ahora, sin extras musicales, pero con un buen libreto, cobra nueva vida gracias a Solitude Productions (Rusia).

Que no hayan incluido ningún extra en audio, os aseguro que no es óbice para hacerse con un disco que mira descaradamente el estilo y sonido de MY DYING BRIDE, CELESTIAL SEASON o PARADISE LOST. Nada menos que sesenta y tres minutos (en solo seis canciones) de un Doom Metal de ritmos sencillos y machacones, con partes muy dramáticas y un cello que suele dar un aire mortuorio a las composiciones, que, por regla general, llevan un ritmo lentísimo y están cargadas de melancolía. Así comienzan con su “Seclusion” y terminan con una “Deluge” muy expresiva en la parte vocal de tonos limpios que también hay en la composición, aunque lo habitual son las voces guturales lánguidas.

La base instrumental es muy minimalista, con momentos de pura agresividad como suele ser habitual en estos estilos, pero muy contadas. Los teclados son pieza fundamental en el primer disco de LACHRIMATORY y eso se comprueba en cada uno de los temas, pero no podemos olvidar ese cello continuo en una producción clara y potente a la vez. Un cello con más solos que las propias guitarras y que en cada extensa composición tiene su momento solista, destacando en la quinta “Deluge”, una suerte de canción ideal para un funeral y con cierto aire progresivo debido a sus desarrollos. Sin duda la música que Ofelia, en el cuadro de John Everett Millais, hubiese querido escuchar tumbada en el agua.

Un “Transient” que dudo mucho encandile a fans que no suelan seguir a los citados grupos MY DYING BRIDE, CELESTIAL SEASON o PARADISE LOST. Son canciones de mucha lentitud, solo aptas para los seguidores de un género que LACHRIMATORY controlan notablemente.

Author: Arcadio Rodríguez
Review
The Pit of the Damned
7.5/10
23.11.2014

Usciti originariamente autoprodotti nel 2011, i brasiliani Lachrimatory trovano nella Solitude Productions, la via di diffondere la propria musica world wide.'Transient' è infatti un album di oscuro death doom, segno tangibile che il sole laggiù in Sud America, si sia oscurato a favore delle tenebre. Dopo aver infatti da poco recensito i paulisti Thy Light, ecco trovarci di fronte a una nuova realtà dedita a suoni asfissianti e maledetti. L'act di Curitiba ci propone sei infinite tracce che esordiscono con l'avanzare sontuoso di "Seclusion", brano che oltre a sfoggiare gli elementi classici del genere, trova il suo punto di forza nell'eleganza di un violoncello che impreziosisce la qualità del lavoro. L'utilizzo dello strumento ad arco è infatti piuttosto invasiva (ricordate i primissimi My Dying Bride?) e tende a duettare con la ritmica robusta e il growling profondo del frontman Avila Schultz. Diciamo che se la traccia anziché durare 12 minuti, fosse durata 3-4 minuti in meno sarebbe stata quasi perfetta, con quel suo ondeggiare tra atmosfere pacate e squarci elettrici. Convincenti. Tocca alla traccia eponima scavare nei meandri profondi dell'anima, con il suo incedere intorpidito e flemmatico, in cui grande spazio trovano le keys che tuttavia sfoggiano suoni semplici e un po' obsoleti (sembra quasi il sound del primo album dei The Gathering). "Twilight" scomoda nuovamente i My Dying Bride di 'Turn Loose the Swans' per il fantastico connubio tra la grazia del violoncello e la gravità delle linee di chitarra; peraltro in questa traccia fa la sua comparsa anche un'anonima voce pulita. Con "Clarity", l'aria si fa ancor più pesante, il funeral è li a due passi, i suoni sono ancor più grevi e rarefatti, e le melodie trovano l'unica valvola di sfogo nel suono spettrale del violoncello, protagonista indiscusso dell'intero cd. "Deluge", la quinta song del lotto, strizza l'occhiolino agli Anathema di 'Serenades': lenti ma accattivanti, bravi nell'unire linee doom con splendide melodie di più ampio respiro che troveranno la summa del brano a quattro minuti dalla fine in cui violoncello e pianoforte vanno teneramente a braccetto. "Void" si muove in modo piuttosto angosciante, sebbene Maiko Thomé e il suo violoncello, cerchino di restituire un po' di luce e colore a quel cielo tinto di grigio. 'Transient' alla fine si conferma un signor album di death doom, come se ne sentono pochi oggigiorno, frutto di un lavoro interessantissimo in fatto di alternanza di atmosfere e suggestioni, ma soprattutto rimarco la performance assolutamente esaltante del violoncellista. Dopo tre anni è ora di uscire con qualcosa di nuovo che confermi quanto di buono fatto fino ad ora. Attendo impaziente.

Author: Francesco Scarci
Review
Metalhead.it
7/10
12.11.2014

I brasiliani Lachrimatory hanno già pubblicato il proprio secondo album, autonomamente, nel 2011, ma è grazie alla Solitude Prod. se oggi “Transient” può conoscere una vasta diffusione anche in Europa. Inutile precisarlo dato il monicker e la copertina: i nostri si dedicano a un doom/death plumbeo e rarefatto. Le danze (stavolta è quasi il caso di dirlo!) si aprono con i dodici minuti di “Seclusion”: il contrasto fra il violoncello di Maiko Thomé e il growling di Àvila Schultz non potrebbe essere più netto. Il brano è ben sviluppato soprattutto nell’alternarsi fra chitarre acustiche ed elettriche. Ho pensato molto ai My dying Bride delle origini, ma i Lachrimatory hanno comunque la loro personalità. La traccia autotitolata è costruita spesso su un tappeto di tastiere ondeggiante, mentre “Clarity” è il brano dove il violoncello si esprime davvero al meglio, creando un contrappunto costante. Struggente la melodia portante di “Deluge”, forse un po’ troppo lunga per ciò che propone, anche se il duetto fra pianoforte e violoncello a metà brano ha il suo fascino; la conclusiva “The Void” è invece la marcia funebre del lotto, il pezzo più lento e anche più estremo. Dal Brasile di solito arrivano altri generi, ma i Lachrimatory non deludono sotto nessun profilo.

Author: Redazione2
Review
Funeral Wedding
5/5

O Lachrimatory sempre nos brindou com excelentes canções, vide o seu material anterior e nesse debut não seria diferente.
Após os primeiros acordes da faixa de abertura “Seclusion”, começa a nossa jornada pelos caminhos obscuros da alma. Ao fechar os olhos e se deixar levar pelas linhas de cello, o sujeito vai encarando/encarnando a música de uma forma que parece a trilha sonora de sua viagem transcendental. As já citadas linhas de cello, aliadas as melodias funestas do tecladista/vocalista Ávila Schultz e até passagens de flauta dão o toque especial no som desses curitibanos. A faixa seguinte, “Lachrimatory”, é para mim a depressão representada em forma de música. Seguindo numa linha funeral doom, eles conseguiram aliar melancolia e melodia de forma esplendorosa, e na hora que entra os corais na metade da música, são de fazer você começar a pensar seriamente sobre sua existência na terra. Ao vivo essa passagem da música se torna miserável e pode causar sérios transtornos obsessivos.
“Twilight” começa de uma forma mais “animada”, e novamente se faz presente as linhas de flauta, e temos o prazer de ouvir o vocalista Ávila deixando de lado o seu gutural para realmente cantar, e logo temos uma bela passagem atmosférica com piano sendo tocado em meio a vocais falados dando um toque especial na faixa.
“Clarity” e “Deluge” me trazem a mente os primeiros trabalhos de Celestial Season e My Dying Bride respectivamente, este último principalmente pelas linhas e timbre do vocal.
E para encerrar esse excelente debut temos “Void”, a passagem sinistras de cello/guitarras e vocais falados, dão um certo desespero no ouvinte e de forma magistral termina de lhe enterrar no limbo de sua existência, a sua vida sofrida que lhe foi trazido a mente durante a audição desse play.
Agora você tem mais uma chance para adquirir esse play, já que esse cd foi lançado de forma independente no passado e agora está sendo relançado via Solitude-Prod.
Está esperando o que para adquirir o seu?
Review
Lords of Metal

Zoals het Russische Solitude Productions vaak aantoont met de releases (in dit geval een re-release van het door de band zelf uitgebrachte album uit 2011) hoeft een band niet origineel te zijn om zeer gedegen muziek te spelen. Het Braziliaanse Lachrimatory is zo’n band. Wat men op ‘Transient’ voorgeschoteld heeft, heeft een ieder al vele malen eerder in een of andere hoedanigheid gehoord. Melodieuze atmosferische death doom die af en toe tegen funeral doom aanschurkt. Bij het beluisteren van de re-release van deze eersteling komen meteen namen als Saturnus, Officium Triste en Pantheist boven borrelen. In ruim een uur tijd passeren zes prima uitgevoerde nummers de revue. Of het nu opener ‘Seclusion’ is of afsluiter ‘Void’ dat maakt niet uit. De nummers zitten goed in elkaar, de grunt van Ávila Schultz is lekker, de bas zorgt voor een stevige ondergrond, de gitaren zorgen voor lekkere melodielijnen en de cello voegt een heerlijk warm gevoel toe. Dit is death doom die een mens opwarmt. Lekkere schijf dus.

Author: Marcel H.
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