Woe Unto Me - Spiral-Shaped Hopewreck (MCD) Digipak

doom death / dark metal, BadMoodMan Music, BadMoodMan Music
600.24 Р
Price in points: 1000 points
BMM. 096-21 xs
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The new work of the Belarusian group «Spiral-Shaped Hopewreck» is both an attempt to experiment and an opportunity to present their creative work to discerning listeners in a new way. Instrumental interludes connect the tracks into a single canvas, musically going beyond the band's traditional doom death metal and filled with sincere feelings and experiences. The mini-album includes two unexpected cover versions that successfully maintain the unity of the whole work.
Editited as a six-panel digipack.

Tracklist:
1 And Every Piece Of A Being Was Washed Away By The
2 Spiral-Shaped Hopewreck
3 Dissolving And Then Forming A New Image So
4 Sad And Slow
5 Sowing Itself Like Seeds Into The Soil Becoming A Chrysalis In The State Of
6 Lethargica
7 Only To Wake Up In The Reality Of Chaos And Burn Its Wings Of Creation

Artist:
Woe Unto Me
Artist Country:
Belarus
Album Year:
2021
Title:
Spiral-Shaped Hopewreck
Style:
doom death / dark metal
Format:
CD
Type:
MCD
Package:
Digipak
Label:
BadMoodMan Music
Cat No:
BMM. 096-21
Release Year:
2021
Barcode:
4627080611979
Country Of Manufacture:
Russia
Review
Metalitalia.com
7/10
24.04.2021

Annunciatisi come una delle migliori realtà emergenti del florido sottobosco death-doom esteuropeo, i bielorussi Woe Unto Me cercano con il nuovo EP “Spiral-Shaped Hopewreck” di uscire dalla propria zona di comfort. Già piuttosto ampia, se vogliamo dirla tutta, visto che non sono poi in tanti a osare un doppio album come il loro precedente “Among The Lightened Skies The Voidness Flashed” (2017), diviso tra un primo disco votato alla causa del death-doom luttuoso e melodico, e un secondo elettroacustico e intimista. Con questa breve pubblicazione, invece, i Nostri si azzardano ad una rivisitazione del progressive moderno, quello sensibile a suoni dark, chitarre piene e stratificate, a sentimenti ambivalenti e inclini a una sperimentazione che non esonda mai in un ostile avanguardismo. Qualcosa che possa richiamare tanto i Katatonia degli ultimi lavori, quanto rimandare ad alfieri del prog propriamente detto come Leprous e Pain Of Salvation, oppure derivati dal djent, tipo gli Uneven Structure. Il tutto rivestito da una sensibilità per le note tristi e insieme rassicuranti e consolatorie che il gruppo padroneggia fin dagli esordi di “A Step Into The Waters Of Forgetfulness”.
Tolti i tre interludi e l’intro iniziale, a dire il vero abbiamo un solo vero inedito, la titletrack, perché le altre due canzoni sono cover, anche se piuttosto indicative (per scelta delle band da omaggiare e interpretazione) di quali idee sonore guidino i Woe Unto Me. “Spiral-Shaped Hopewreck” si divide tra midtempo di impatto, in moderato crescendo, e parti elettroacustiche molto gentili, sezioni che si alternano mettendo in campo urgenza, sentimento e variopinta malinconia. Pochi i growl, lasciati in sottofondo e rinforzo, mentre a brillare è la vocalità squillante del nuovo entrato Igor Kovalyov. Le chitarre abbastanza compresse, quando distorte, a loro volta segnalano l’aderenza a un concetto di metal moderno ed ad ampio spettro, un sound che possa schiudersi a una platea non per forza vincolata agli amanti dei My Dying Bride – gruppo al quale era facile accostare i Woe Unto Me per i contenuti dei primi due album. La cover di “Sad And Slow”, oltre alla particolarità di attingere a una pubblicazione molto recente (è tratta da “Le Grande Voyage” dei Klone, del 2019), manifesta spiccate analogie coi progster francesi: la versione dei bielorussi ripropone infatti la velata tristezza, la purezza di suono e l’ammaliante magnetismo dell’originale senza alterarne quasi struttura e interpretazione. Sembrando una naturale prosecuzione di “Spiral-Shaped Hopewreck”, più che una cover.
Di diversa fattura “Lethargica”, presa dal catalogo dei Meshuggah. Interessante questa rilettura, meno legata ai canoni di partenza dei suoi originari autori. Di per sé un brano piuttosto sperimentale e fuori dal canovaccio principale – per quanto si possa discutere se ne ve ne sia uno – della compagine svedese, “Lethargica” sotto il trattamento dei Woe Unto Me diviene un brano death-doom piuttosto psicotico, ansiogeno ma esposto con suoni, ritmi e atmosfere meno folli dell’originale. Una di quelle cover dove si coglie il nesso con chi l’ha scritta, ma ci si ferma a degli indizi, perché il riff principale e gli arrangiamenti, una volta dichiarata la loro appartenenza, vengono modificati quel che basta per farli diventare qualcosa di diverso e più personale. In particolare la prova vocale, molto curata, va proprio in tutt’altra direzione! Presto per stabilire cosa dovremo aspettarci in futuro da questi ragazzi, anche se le prime indicazioni paiono confortanti: a questo punto c’è solo da auspicare che non facciano passare troppo tempo da “Spiral-Shaped Hopewreck”…

Author: Giovanni Mascherpa
Review
Metal Temple
8/10
03.05.2021

WOE UNTO ME is a doom metal band from Belarus who formed in 2008. They have released two full length albums and this latest release "Spiral-Shaped Hopewreck" is their first EP. I discovered this band just weeks before receiving this promo for review. Their previous album, " Among the Lightened Skies the Voidness Flashed" is a sprawling doom epic and an album that over the last few weeks found rather enjoyable. Obviously a thirty minute EP cannot be compared on the same scale but that doesn't mean this mini album is any less potent.

"Spiral-Shaped Hopewreck" is an EP that needs to be listened the whole way through for the better experience. Of the seven tracks, the title track is the only original full length song. Four of the tracks are short instrumentals and two others are covers. With that being said, the band made the entire album flow as one long piece with the instrumentals being the glue that holds it all together. It is a very clever idea that the cover songs also fit seamlessly into the flow of the album. The titles of the track listing, cover songs included, read in order and further cement the idea of the EP basically being one long movement.

I have not heard the original version of KLONE's "Sad and Slow" but the song does fit into the album's overall themes. It has a very sullen feel to it, almost a desperate mood. The melodic guitars and clean vocals definitely feel like the general atmosphere of the band. The MESHUGGAH cover of "Lethargica" is certainly an interesting cover choice. Their very dissonant sound seems far removed from doom but the band covers it well. It doesn't sound too different from the original but they sure covered it in doom.

The centerpiece of the album is, of course, the title track which is easily one of the best songs the band has done from what I've heard of them. If this song is any indication of their future, then the band's career is looking very solid. This mini epic is nearly twelve minutes in length. Oleg's vocals continue to improve as do Artyom's growls. The beginning of the song is heavy, bringing the doom but not afraid to slow it down to clean notes. Like the unpredictable water of the oceans, the song drifts back and forth between violent surges and calmness. The guitar solo around the four minute mark is both moving and virtuous. The bass is a highlight throughout the album but especially when the lead guitar shines well. Many moods are covered during the song, everything from sorrow to anger which gives the song not only a lot of variety but also a different feel than most other doom I've heard this year. It may not have a lot of original content but the idea of this EP and the layout/flow of the tracks is very impressive.

Songwriting: 8
Musicianship: 8
Memorability: 8
Production: 8

Author: Justin "Witty City" Wittenmeier
Review
All Around Metal
4/5
08.04.2021

Sono passati ben quattro anni dal nostro primo incontro con i bielorussi Woe unto Me, all'epoca dell'uscita del buonissimo "Among the Lightened Skies the Voidness Flashed"; poco meno di un mese fa la band est europea ha fatto ritorno con questo nuovo lavoro in esame, l'EP "Spiral-Shaped Hopewreck" licenziato da BadMoodMan Music - sussidiaria di Solitude Productions -, un disco della durata di mezz'ora che si presenta come una lunga suite divisa in sette parti: tre brani effettivi, intro, outro e due intermezzi (strumentali, of course). Chi dalla band bielorussa s'attendeva il "classico" lavoro a cavallo tra Funeral Doom e Death/Doom sarà sicuramente spiazzata da questa nuova uscita, che parte sulle note dell'intro dal sapore Pink Floyd "And Every Piece of a Being Was Washed Away by the", la quale va a riversarsi nella title-track, pezzo in cui troviamo un perfetto mix tra My Dying Bride (nei momenti più "duri" ed atmosferici) e, soprattutto Katatonia, rimandi che si hanno soprattutto grazie all'enorme uso delle clean vocals di Igor Kovalev, la cui voce ricorda non poco per espressività e drammaticità quella del grandioso Jonas Renkse. Abbiamo dunque, in questo EP, i Woe unto Me che prendono qualche distanza dalle sonorità care a gruppi come Doom:VS, Shape of Despair, Aeonian Sorrow, per puntare decisi ad un ibrido tra il Gothic Doom/Death ed il Depressive Prog Rock katatoniano, con risultati, dobbiamo, dire, incredibilmente apprezzabili. Tralasciando le brevi strumentali, i tre brani che poco fa abbiamo definito "effettivi", ci mostrano una band a proprio agio con queste sonorità, in cui voce pulita, arpeggi malinconici ed una sezione ritmica articolata fanno da punti focali.
Lungi dall'essere l'ennesima band che prova a "scimmiottare" gli immensi Katatonia, per quanto influenzati dal colosso svedese i Woe unto Me dimostrano come non manchi loro una certa dose di personalità, che va anche ad accendere la curiosità su di un prossimo lavoro su lunga distanza.

Author: Daniele Ogre
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