Sorrowful Land - Of Ruins… (CD)

atmospheric death doom metal, Solitude Productions, Solitude Productions
350.00 Р
Price in points: 700 points
SP. 119-16 x
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The debut full-length album by the leader of the Ukrainian band Edenian, Max Molodtsov, offers a 50-minutes long journey to the world of gloomy and hasteless, but atmospheric doom-death, where brutal elements are contrasted by melancholic interludes.The lyrics of the "Of Ruins..." album are based on the classical English poetry from the 19th century and the original author"s verses. Mixed and mastered at Slow Burn Studio (When Nothing Remains, Crypt Of Silence)

Tracklist:
1 A Reminiscence 8:53
2 Requiescat 6:23
3 On Another's Sorrow 10:11
4 Of Ruins 7:52
5 In The Time Of Tyrants 9:15
6 Echoes Of Endless Silence 6:45

Artist:
Sorrowful Land
Artist Country:
Ukraine
Album Year:
2016
Title:
Of Ruins…
Style:
atmospheric death doom metal
Format:
CD
Type:
CD Album
Package:
Jewel Case
Label:
Solitude Productions
Cat No:
SP. 119-16
Release Year:
2016
Barcode:
4 627080 611085
Country Of Manufacture:
Russia
Review
Metal Temple
8/10
01.07.2017

SORROWFUL LAND is a one-man Ukrainian Doom Metal act, created in the spring of 2014 by Max Molodtsov, leader of the band EDENIAN. This is his debut under the moniker SORROWFUL LAND. “…Of Ruins” contains six tracks with a running time of just under 50 minutes. The opening song “A Reminiscence” has a slow, dreamy pace, with long passages of time between note/chord strikes, with both whispered vocals and Death vocals trading off for emotional accents. It is like watching time slowly eroding headstones in a cemetery at the twilight of a world long gone. “Resquiescat” is a little shorter in length but still an impactful dirge that I would not recommending sorting out your feelings of inadequacy to alone in the dark.

“On Another’s Sorrow” is over ten minutes in length. A mist settles onto the path you are walking on through the night forest, and the once bright comforting yellow glow of the moon grows dark from passing clouds. You are now alone with your feelings of grief and loss. It is so poignant you feel a loss of the track of time. “…Of Ruins” opens what sounds like waves crashing softly on the shore. A solitary guitar provides much of the sound at first, with spoken words of despondence. The Death vocals are absolutely anguished, like hearing the screams of a man being tortured from within.

“In The Time Of Tyrants” has a great piano line, from the decayed fingers of a skeleton, playing alone in once great venue that has long since crumbled with the passage of time. “Echoes Of Endless Silence” closes the six-track album. It’s a lumbering exercise in deep hopelessness, leaving you with nothing to care for. Marvelously depressing, “…Of Ruins” will wilt all the flowers in the meadow, and steal hope from the world. There is beauty here at every turn, hidden in secret chambers that only your deepest fears and losses can unlock. Max has done a splendid job of interpreting the Funeral Doom genre here, with a sound that can reach the deepest recesses of your buried emotions.

Songwriting: 8
Originality: 7
Memorability: 8
Production: 8

Author: Dave “That Metal Guy” Campbell
Review
Arte Metal
8.5/10
11.04.2018

Mais uma ‘one-man-band’ oriunda da gélida Ucrânia e que aposta numa sonoridade obscura e fria. Comandado pelo multi-instrumentista Max Molodtsov (Edenian, ex-Ancestral Damnation), o Sorrowful Land já tem um álbum oficial lançado (“Of Ruins...” de 2016), uma demo de estreia e agora este novo EP.

O novo trabalho traz uma mescla perfeita entre o Doom e o Death Metal, incluindo aí melodias cativantes e que dão até certa acessibilidade às composições. O interessante é notar que o conteúdo do EP não soa exatamente melancólico como se suspeita, mas também não é nada ‘positivo’, se é que dá pra entender.

As composições possuem dinâmica, belos arranjos e algumas passagens menos densas, e não são arrastadas, apesar de lentas. Max conseguiu dosar bem o peso com bases de guitarras sólidas junto com a harmonia dos teclados, além de executar uma cozinha consistente.

As três composições são longas como de costume, mas é sempre bom frisar que soam excelentes do início ao fim. Na verdade, os cerca de 27 minutos de “Where the Sullen Waters Flow” passam voando. Para coroar tudo isso, a produção acima da média enriquece ainda mais o trabalho.

Author: Vitor Franceschini
Review
Stormbringer.at

Eine EP voller Doom kann gern mal doppelt so lang sein wie ein Album im Grindcore. Und auch beim atmosphärischen Death Doom von SORROWFUL LAND bekommt man eine knappe halbe Stunde feinste Trauer-Wut-Verzweiflungs-Melodien für einen wolkenlosen Herbstabend an einem unbewohnten See, an dem man merkt, dass die düsteren Wasser nicht nur vor, sondern auch in einem fließen. „Where The Sullen Waters Flow“ wird allein von den Händen des Ukrainers Max Molodtsov geformt und hat vielleicht deswegen so eine bezaubernd kompromisslose, tiefe Schönheit, die es mich wieder und wieder und wieder hat hören lassen – mancher Durchlauf begeistert, mancher erschüttert. Äußerst hervorragend!

Author: jazz
Review
Metallized
7/10
12.03.2018

Dieci anni di più che onorata carriera appena compiuti, palchi puntualmente riempiti con i nomi più altisonanti del movimento, un’affluenza di pubblico numericamente impressionante (a maggior ragione se paragonata alle nostrane fatiche per riempire sale di dimensioni tutt’altro che trascendentali), il Doom Over Kiev festival è ormai uno degli appuntamenti fissi nei calendari live delle band che ruotano intorno alle declinazioni più lentamente oscure dell’universo metal. Non serve dunque un occhio particolarmente allenato per riconoscere che, se la locandina di un’edizione come quella del 2017 ha potuto permettersi di sfoggiare come headliners Saturnus e Swallow the Sun (con Clouds e Eye of Solitude come sottoclou, peraltro), la location deve essere evidentemente azzeccata e in grado di fungere da centro di gravità di devozioni geograficamente ben radicate.
Se, però, l’Ucraina può a buon titolo vantare risultati eccezionali sul versante del “consumo” di doom, non altrettanto si può dire riguardo alla “produzione” dello stesso, almeno per quello che le nostre antenne occidentali riescono a captare nel mare magno delle produzioni europee. Non che manchino, ovviamente, le eccezioni (ci limitiamo qui a citare i Mournful Gust, indipendentemente da una valutazione qualitativa che, sia pur ultimamente in crescita rispetto agli imbarazzi di un lavoro come She’s My Grief...Decade, rimane ancora incerta negli esiti), ma la sensazione di fondo è che fuori dai patri confini la carica emotiva di molte band tenda ad esaurirsi, scoprendo pericolosamente il fianco ad accuse (spesso fondate) di coltivare un manierismo indubbiamente capace di salvare le forme ma che scalda di rado cuori e apparati uditivi.

Tra le possibili e già in parte concrete eccezioni, alla fine del 2016 si erano segnalati i Sorrowful Land, protagonisti del rilascio di un lavoro di sorprendente caratura come Of Ruins…, finito non a caso nel raggio di intercettazione della Solitude Records. Dietro al moniker si cela il progetto in solitaria del polistrumentista Max Molodtsov, ma l’approdo alla dimensione one man band è in realtà frutto non solo di meditate scelte artistiche, ma anche di una componente “biografica” che ha tradotto in pratica la proverbiale necessità che deve divenire virtù. Nel piano di volo originario (di cui resta una prova importante datata 2014, con la traccia demo On Another’s Sorrow), infatti, al musicista di Kharkiv si sarebbe dovuto affiancare in pianta stabile un mostro sacro del calibro di Peter Laustsen, ma lo svedese, evidentemente concentrato in via più che prioritaria sulle prospettive della casa madre When Nothing Remains, ha abbandonato presto Molodtsov al suo destino.
Il gran cimento messo in campo da Of Ruins… era quello di trovare spazi di originalità e personalità in un ambito come quello death/doom dalle forti tinte atmosferiche, ormai a grandissimo rischio di saturazione causa presenza di titani dall’ingombrante peso specifico, evitando dunque sfide improbabili o piatte emulazioni. La sostanziale riuscita dell’esperimento del predecessore deponeva a favore di un più che moderato ottimismo, in vista dell’uscita di questo Where the Sullen Waters Flow e in effetti non si può parlare di un vero e proprio tradimento delle attese, anzi, ma purtroppo la sensazione è che stavolta i Sorrowful Land abbiano scelto di fare le cose senz’altro bene ma all’interno di un orizzonte limitatamente rassicurante, rinunciando al coraggio mostrato nella precedente release.

Fin dalla “forma” scelta, un EP dalla durata contenuta sotto la soglia della mezz’ora, l’impressione di fondo è quella di una ritirata all’interno di rassicuranti stilemi di cui si maneggiano articolazione e dosaggi con grande abilità, iniettando contemporaneamente dosi sempre più massicce di melodia e rarefazioni atmosferiche e puntando su un impianto che privilegia le componenti più crepuscolari del doom a scapito di quelle drammatico/tragiche che hanno fatto la fortuna della scuola scandinava. Per ironia della sorte, su questa strada Molodtsov finisce in un certo senso per ritrovare l’antico compagno di viaggio Laustsen, a sua volta impegnato a declinare sempre più diafanamente gli elementi figli della tradizione My Dying Bride. Beninteso, non che fra il debut e questo Where the Sullen Waters Flow ci sia la stessa distanza che nella discografia dei When Nothing Remains separa l’ottimo As All Torn Asunder dall’ultimo, deludente In Memoriam, ma anche qui ci si imbatte in qualche momento faticoso, indubbiamente accentuato da un minutaggio chilometrico che qualche volta sembra trascinare un po’ stancamente e quasi artificialmente i confini temporali delle singole tracce. A mantenere sufficientemente vivo il livello d’attenzione provvede comunque una tavolozza mai uniforme sul versante dei linguaggi espressivi e dei conseguenti generi attraversati o anche solo lambiti e, se a questo aggiungiamo un innegabile carico di classe e raffinatezza, ci rendiamo subito conto di come la prova non possa assolutamente definirsi un passaggio a vuoto.
Così, pur in presenza di un discreto calo delle reminiscenze Swallow the Sun che sulla carta potrebbe spingere verso una “liofilizzazione dolciastra” dei brani, i Sorrowful Land non aprono mai la fatalmente letale porta di quel doom cantilenato che spesso ammorba album in cui i muscoli si rilassino oltremisura, riuscendo sempre ad ancorare la malinconia e i chiaroscuri a trame con un buon carico di profondità. Nonostante in linea teorica l’approdo possa sembrare un controsenso rispetto alle premesse, la pietra di paragone più immediata diventa allora il lavoro di un altro grande battitore solitario come Johan Ericson nella sua veste Doom:VS, senza dimenticare gli echi Saturnus (a patto ovviamente di non aspettarsi un Rune Stiassny che piombi sulla scena a sconvolgere l’anima con uno dei suoi riff dalla drammaticità lancinante).

Bastano dunque pochi solchi, all’opener As I Behold Them Once Again, per trasportarci in un mondo di colori sfumati e forme in dissolvenza che esaltano le indubbie doti di Molodtsov quando si tratti di disegnare affreschi ad alto contenuto paesaggistico, con la sei corde permanentemente impegnata a stemperare la tensione trasportandoci in una dimensione voluttuosamente ipnotica. Su queste coordinate, il rischio è quello di indulgere nella cura dei dettagli e nella ricerca spasmodica dell’atmosfera a tutti i costi (accontentandosi, per così dire, di pezzi di bravura poco coinvolgenti da un punto di vista emozionale) ed è forse questo l’appunto che si può muovere alla successiva titletrack, che finisce per trasmettere una sensazione di freddezza complessiva non del tutto riscattata dall’impeccabilità della forma. Fortunatamente, le sorti del platter si risollevano definitivamente grazie alla conclusiva The Night Is Darkening Around Me, non a caso il brano in cui il mastermind ucraino segue più da vicino le orme Doom:VS riproducendone le ricette vincenti, da un senso di rassegnazione trasmesso senza forzature da una scrittura delicatissima ed essenziale, al ricorso a un cantato in growl soffocato che interpreta alla perfezione le ansie dell’umana specie in titanica solitudine e alle prese con il grigio di un universo ormai trascolorato… con il più che vago sospetto che l’immagine scelta per la cover non intenda riprodurre un’alba, bensì un definitivo tramonto.

Assolutamente godibile nella sua fedeltà ai canoni di un genere in cui è oggettivamente sempre più difficile assistere al germogliare di capolavori, concepito per palati finemente orientati ai lavori di cesello e che sappiano apprezzare le anse atmosferiche del fiume death/doom, Where the Sullen Waters Flow non è l’album della consacrazione definitiva ma neanche una battuta d’arresto in un processo di crescita. Forse dopo questa prova qualche orecchio severo sentirà dei campanelli d’allarme, per il futuro dei Sorrowful Land, noi per ora restiamo ottimisti e li aspettiamo fiduciosi alle prese con le lunghe distanze del prossimo full-length.

Author: Gabriele Zolfo "Red Rainbow"
Review
DarkUndergroundMusicZine
8/10
09.12.2017

Sorrowful Land are a solo project from Ukraine that plays an atmospheric mixture of funeral doom and death metal and this is a review of his 2017 ep “Where The Sullen Waters Flow” which was released by Solitude Productions.

Atmospheric synths start off the album while also using a variety of amny different sounding keys along with some whispers also being used briefly and they also mix in with the more melodic and heavier style of funeral doom metal as well as the vocals being mostly deep death metal growls.

A great amount of 90’s era atmospheric doom/death metal elements can also be heard throughout the recording while spoken word parts and clean playing are also utilized at times along with all of the tracks being very long and epic in length as well as the solos and leads being done in a very melodic fashion and all of the songs stick to a very slow musical direction.

Sorrowful Land plays a musical style that takes funeral doom metal and mixes it with 90’s era atmospheric doom/death metal to create a sound of his own, the production sounds very professional while the lyrics cover loneliness, sorrow and grief themes.

In my opinion Sorrowful Land are a very great sounding atmospheric funeral doom/death metal solos project and if you are a fan of this musical genre, you should check out this ep. RECOMMENDED TRACK “The Night Is Darkening Around Me”.

Author: OccultBlackMetal
Review
Antichrist Magazine
8.5/10
19.12.2017

Sorrowful Land figure among the growing Ukrainian doom community, impressing plenty of knowledgeable observers with last year’s debut album release Of Ruins… This three-track EP builds on those firm foundations and once again Sorrowful Land have spread their moving cloak of melancholy to sublime effect.

What is not immediately apparent is that Sorrowful Land, like the much-heralded Ukraine demon Drudkh, is a solo project – this one nurtured by the highly capable hands of Max Molodtsov, who also performs with Edenian.

Initially Max was partnered by Swedish artist Peter Laustsen (When Nothing Remains, Nox Aurea) with Peter taking care of clean vocals on their demo release in 2014. Peter left at the start of 2016 and so did not contribute to the debut album. While live performances always present a challenge, in the studio the one-man project becomes less of a hurdle.

‘As I Behold Them Once Again’ is the first and longest of the tumultuous triumvirate that make up this EP at just over 10 minutes. The guitars are given license to paint pictures as vividly as a budding artist while the timing and execution of the sullen grooves helps build and maintain momentum throughout.

Vocally the style is akin to Aaron Stainthorpe from My Dying Bride and Sorrowful Land walk the same beleaguered and barren lands as the UK’s esteemed doom giants. While the first half of ‘As I Behold Them Once Again’ is quite determined in its tempo this is interrupted by an ambient mid-song pause before the wheels again start to turn and the heartfelt strips of melody pour forth once more.

The middle title track is laced with a gently gyrating groove which acts as a transcendental contrast to Max’s deathly growls. The psychological noose is pulled ever tighter as Sorrowful Land ratchet up the tension with a slowly building orchestral flourish.

‘The Night is Darkening Around Me’ is the darkest of the three tracks, oozing melancholy through every sombre note and guttural emission. It’s a gut-wrenching doom monologue that brings this excellent release to a gratifying end, albeit one with a heavy heart.

Author: Paul Castles
Review
Iye Zine
7.8/10
18.12.2017

A distanza di circa un anno Max Molodtsov torna a farsi sentire con il suo progetto solista Sorrowful Land.

Avevo già parlato più che bene del full length d’esordio Of Ruins …, che metteva in mostra qualità sopraffine sia dal punto di vista compositivo che esecutivo, andando anche oltre a quanto di buono già fatto con la sua band principale, i gotici Edenian.
In occasione del lavoro su lunga distanza avevo fatto notare una devozione piuttosto marcata nei confronti degli When Noting Remains (con tanto di imprimatur derivante dalla partecipazione come ospite di Peter Laustsen) e tutto sommato con questo lungo ep intitolato Where The Sullen Waters Flow non sembra che le coordinate siano variate più di tanto e, ci tengo a ribadirlo, questo non è assolutamente da considerare un punto negativo.
Infatti, nei tre lunghi brani che si avvicinano complessivamente alla mezz’ora di durata, il polistrumentista ucraino conferma lo spessore del proprio talento naturale per la composizione di musica struggente e colma di melodia mai stucchevole, grazie ad un lavoro chitarristico elegante e sobrio allo stesso stesso tempo.
Niente da eccepire quindi su questo gradito ritorno in tempi relativamente brevi (per le abitudini in uso nel genere) con un trittico di brani di grande efficacia tra i quali, a mio avviso, spicca l’ultimo, The Night Is Darkening Around Me, nel quale avviene un parziale spostamento verso un sound ancor più legato al suono della chitarra solista, questa volta con Saturnus e Doom Vs. nel mirino.
Ripeto che la citazione dei vari riferimenti non deve essere intesa come un’accusa di derivatività, bensì quale tentativo di fornire un’idea di cosa attendersi a chi si avvicina all’ascolto di questo lavoro, con la certezza che chi ama questo genere musicale l’ultimo dei problemi che si pone è proprio quello dell’originalità, specialmente quando il pathos e l’intensità si mantengono sempre al livello offerto da Where The Sullen Waters Flow.
Un ep che conferma il nome Sorrowful Land come un qualcosa che va ben oltre lo status di progetto futuribile, trattandosi di una realtà alla quale si chiede solo di continuare su questa strada anche in futuro.

Author: STEFANO CAVANNA
Review
Sick and Destroy
8/10
08.02.2018

Second band from Ukraine for today, cool! In spite of previously reviewed Bergrizen – Sorrowful Land is completely another kind of music.

Sorrowful Land is a doom/death one-man project out of Ukraine’s homecity of Drudkh and many more worth bands our of the country. I’m always curious about one-man projects because they are differs, some may be shitty and some may be awesome. What can I say about Sorrowful Land is Max Molodtsov makes decent job with his rpoject! “Where The Sullen Waters Flow” drove me back into ’90s doom/death metal when My Dying Bride and Anathema released killer albums within the chosen genre.

Sorrowful Land have everything for your doom metal needs! Tragic atmosphere, catching guitars, good growls and freezing guitar solos. The songs built with all necessary tunes such like slow-downs, break-downs and mid-tempos. Certainly powerful EP-album made by huge fan of doom/death metal for the likes. I hope Max will find permanent members and will start to play live.

Classical doom/death metal, worth for attention, that’s all I can say in conclusion.
Review
Metal Temple
9/10
21.02.2018

One can hardly imagine a more suitable environment for Doom Metal than the situations and places described in the different expressions of Ukrainian art, usually confused and included in the Russian spectrum, this nation has been a proud counterpart to one of the two countries involved in the cold war during the second part of the twentieth century. After enduring their difference throughout history, Ukraine has managed to maintain its own identity in everything they produce and Doom Metal is not the exception.

After his first full length album released in the year of two thousand sixteen, the one man band engineered by Max Molodtsov, SORROWFUL LAND releases its second EP called “Where the Sudden Waters Flow”, a three song sample of what will be the multi instrumentalist’s second album; A compliance of structural form that demands a high grade of musical engineering and tonal construction to go along with the whole concept.

The three songs in this EP are long and tortuous just like the Ukrainian winter, and the gloomy and nightmarish ambient goes along with the flow of such great bands of the genre such as “THE GATHERING” and “DARK TRANQUILITY” with a proficient production method to go with the mental structure that comes only after mankind is deprived of concepts such as religion and science and only after it acquires the true insignificance and frailty of existence, then and only then can one envision a work of musical creativity and appreciate the essence of a band like SORROWFUL LAND and the fact that all its efforts and outcomes are provided by only one mind working in harmony and balance with itself.

Whenever the mind gets involved in any sort of turmoil, the whole psyche envisions various ways into which defeat and failure can become the only option, for it is of course easier to embrace failure without even trying to get a favorable consequence, that is to me the importance of a sub-genre like Doom Metal and its influence on the Metal Temple and all the different kinds of practitioners that attend it to find music and within it meaning and essence. A matter of deep thought that some seek to find and others to elude whenever listening to music.

Songwriting: 9
Originality: 9
Memorability: 8
Production: 10

Author: JOGANEGAR
Review
Terra Relicta
9/10
25.12.2017

Ukraine’s atmospheric doom/death one-man band Sorrowful Land is back with a new EP entitled Where The Sullen Waters Flow and if you ask me I’d take this any day over the new so very hipped Bell Witch album. Sorrowful Land initiated the ears of the listeners with the in 2016 released debut album Of Ruins…, a strong melodic and very melancholic solid death/doom record that is sure to please just about any doom fan. Now one year later they return with a strong effort, maybe even stronger than was their debut album, a three track EP featuring some fascinating heavy, slow, utterly melancholic and dramatic piece of music.

With epic melodies and slow chord progression Ukraininan musican Max Molodtsov manges to take the listener away into the vast atmosphere of their music, it’s like an everlasting journey into the depths of abyss. Much alike to the debut album the song structures remain fairly untouched which can be a good and a bad thing for some bands, but in this case its signature sounds almost perfect and it works out great. With great slowly waveing captivating melodies, great atmospheric synths, powerful rhythms when necessary and dynamic vocals, that range from deep brutal ones to clean and dramatic spoken ones, Sorrowful Land delivers one stunning piece of doleful but sweet darkness. On the emotional level is something similar in mood to what we were used to hear from My Dying Bride.

With a running time of around 30 minutes you don’t need to listen too long to understand why this EP is gonna be a doom hit in last weeks of 2017. The songs are lengthy but not boring at all, between 9-10 minutes and it dosen’t matter when the music created is done so well. Much like the latest Evadne album Sorrowful Land stands right there on top of their game with bands like Saturnus, Doom:VS, When Nothing Remains, Vanha,… but still bringing their own game to the fields.

Both 2016 and 2017 have been filled with amazing doom/death records and it makes sense in a way that this dark beauty was released now, as the darker time of the year is here! If you are into the more atmospheric doom or death metal then this band is really up your alley, and it deserves every listen you give it cause it’s a strong EP as it can be. It might sound cheesy to praise it this high but from a personal perspective it’s just a brilliant release that should really be taken into account when looking for good music in 2017.

Author: Oliver
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